Dimmi dove mangi e ti dirò chi sei….

Stranezze asiatiche tratte da un reportage di Focus sui ristoranti più strani del mondo. E per la maggiore si trovano tutti in oriente!

 

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Queste due signorine contrariamente a quello che si potrebbe pensare non sono in bagno ma al ristorante. L’arredamento non lascia dubbi il tema di questo locale taiwanese è la toilette. Qui non esistono piatti e scodelle, ma vasche e lavabi in miniatura, dove vengono serviti piatti tipici della cucina locale. E si può anche prendere soltanto un gelato da passeggio, ma al posto del cono o della vaschetta viene servito in contenitori di plastica a forma di WC.

 

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Anche se sembra un po’ ridicolo, il cameriere della foto indossa un preservativo come un cappello per una buona causa. Il proprietario di questi ristorante di Bankok, in Tailandia, Mechai Viravaidya – detto anche “Mr Condom” – da anni è impegnato nella battaglia contro l’Aids e ha ideato il locale proprio per promuovere l’uso dei contraccettivi.
Al “Cabbages and Condoms” – letteralmente “preservativi e cavoli” – con il caffè invece del cioccolatino ogni cliente ha in omaggio un profilattico. La ragione di un nome così particolare è che Viravaidya vorrebbe che i profilattici fossero diffusi quanto i cavoli.

 

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Questo ristorante è a conduzione “robotizzata”: i due automi hanno compiti precisi e, anche se non è così facile distinguerli, ce n’è uno con le sembianze più maschili che prende le ordinazioni e le trasmette in tempo reale alla cucina, mentre la robottina (a sinistra) è addetta a portare i piatti ai tavoli. Inoltre su richiesta è possibile avere anche una “signorina” che un po’ meccanicamente balla sui tavoli. Ma niente paura nella cucina del Robot Kitchen di Hong Kong, lo chef è in carne e ossa, solo l’aiuto cuoco è un robot. Ma ha compiti molto semplici: sbatte le uova per le omelette o trita la carne per gli hamburger.

 

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“Presto, infermiera ho bisogno di 1.800 cc di Vodka! E passatemi quei gamberi saltati, subito!” Non è la parodia della fiction “ER medici in prima linea” e nemmeno quella di un pronto soccorso vero. Ma ciò che può capitare di sentire in un ristorante di Taipei (capitale di Taiwan), al DS Music restaurant.
Qui per avere un cocktail, bisogna dire “scusi, vorrei ordinare una medicina” ed ecco che arriva subito un’infermiera pronta a somministrarvi la bevanda per via “endovenosa”. Se si deve andare alla toilette invece bisogna chiedere della “sala emergenza”. All’ingresso una caposala registra i clienti con un finto “misuratore di pressione”. E tutto intorno sedie a rotelle, stampelle e apparecchi ai raggi X decorano – si fa per dire – l’ambiente.

 

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Alcuni commensali cinesi cenano “comodamente” seduti su panche di ghiaccio, in un ristorante di Harbin, in Cina. Per costruire questo locale grande 260 metri quadri sono state usate 240 tonnellate di ghiaccio in pezzi. E per compensare il grande freddo nel locale vengono serviti pasti molto caldi, soprattutto zuppe e minestre, che i clienti divorano per scaldarsi. Potrebbe sembrare strano ma i 3-4 gradi sotto zero del ristorante, sono niente in confronto ai meno 20 gradi a cui spesso la temperatura scende da queste parti, tanto che ogni anno viene festeggiato il Festival del Ghiaccio e della Neve.

 

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Sembra un laboratorio ma in realtà è un ristorante. Anche se qualcosa in comune con i laboratori ce l’ha. Aurum si trova a Singapore e i suoi cuochi si definiscono “scienziati”, perché con le loro ricette intendono creare nuovi gusti e sapori, usando tecniche molto particolari. Insieme a pentole e padelle gli chef utilizzano ingredienti, come l’azoto liquido e strumenti (provette e siringhe) solitamente utilizzati negli esperimenti scientifici. E tutto, pare, per esaltare il vero sapore dei cibi. Così nascono i litchi (frutti tipici cinesi) isotonici o il maialino scomposto. Per il menù a prezzo fisso, si spendono circa 96 dollari, 70 euro. Ma saranno i prezzi alti, i nomi dei piatti poco invitanti o l’arredamento un po’ asettico (al posto delle sedie ci sono sedie a rotelle) sembra che non sia poi così frequentato.

 

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A fronte di dieci milioni di cani macellati ogni anno, che finiscono nei piatti tipici di alcuni locali cinesi (la stima è stata fatta dall’Animals Asia Foundation di Hong Kong) per fortuna ci sono anche cani che dei ristoranti diventano clienti. Qui i padroni possono far “sedere” – o forse è meglio dire accucciare sul tavolo – i propri amici a quattro zampe per farli mangiare insieme a loro. È il caso del Coolbaby il primo ristorante per cani di Pechino, dove, a prezzi modici, i padroni possono scegliere il menù più indicato per il loro amico. Le ricette sono, infatti, tagliate apposta sulle esigenze delle differenti razze, età e misure.

 

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Se si pensa che il ristorante, vero e proprio così come noi lo conosciamo, è nato come luogo di “ristoro” nel XVIII secolo, è difficile credere a quello che si può fare qui. In questo ristorante di Tokyo, in Giappone, gli avventori non si riposano mai. Allo Zauo infatti non c’è tempo per rilassarsi poiché il cibo bisogna guadagnarselo. Armati di canna da pesca i clienti devono pescare il pesce e solo dopo possono farselo cucinare dallo chef o arrostirselo su uno dei barbecue. Un problema che nei primi ristoranti non si sarebbe mai potuto presentare: allora non si mangiava pesce, ma solo minestre servite calde per rifocillare i viaggiatori che si fermano in questi locali prima di riprendere il cammino.

 

 

Interamente tratto da: http://www.focus.it

 

Dimmi dove mangi e ti dirò chi sei….ultima modifica: 2008-09-15T15:23:00+00:00da divetoblue
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4 pensieri su “Dimmi dove mangi e ti dirò chi sei….

  1. Poverino però quel cameriere col preservativo in testa.
    Nel quarto ristorante andrei solo per le ragazze cinesi vestite da infermiere! ;o)
    Comunque, a parte gli scherzi, nell’ultimo ristorante, quello di Tokio, andrei di sicuro. Mi piace pescare, l’idea è originale e mi sembra anche carino come posto.

    Il ristorante l’ho trovato, adesso il problema è arrivare a Tokio.

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