07/01/2009
Origami

Scriverò pace sulle tue ali
intorno al mondo volerai
perchè i bambini non muoiano più così
(Sadako)
La storia di Sadako Sasaki e delle sue 1000 gru di carta ha commosso il mondo. La bambina, colpita dalla leucemia a causa delle radiazioni della bomba atomica, è morta prima di riuscire a compiere la sua opera. Secondo un'antica tradizione giapponese, chi riesce a piegare mille gru di carta, vedrà realizzati i propri desideri.



Queste bellissime opere si chiamano Origami. A me affascinano tantissimo.
Per Origami si intende l'arte del piegare la carta. Dei semplici fogli di carta possono assumere, grazie a mani esperte, le forme più disparate.
[...] Alla base dei principi che regolano l'origami, vi sono senz'altro i principi shintoisti del ciclo vitale e dell'accettazione della morte come parte di un tutto: la forma di carta, nella sua complessità e fragilità, è simbolo del tempio shintoista che viene ricostruito sempre uguale ogni vent'anni, e la sua bellezza non risiede nel foglio di carta. Alla morte del supporto, la forma viene ricreata e così rinasce, in un eterno ciclo vitale che il rispetto delle tradizioni mantiene vivo. (Wikipedia) [...]
Nel Giappone moderno l'origami continua a conservare un ruolo importante durante le festività.
A capodanno è usanza creare biglietti di auguri a origami o a kirigami (intaglio e piegatura della carta). E per buon auspicio il primo lavoro dell'anno dev'essere una figura origami.
A San Valentino le donne realizzano per i loro uomimi figure origami da accompagnare ai cioccolatini.
Una tecnica che a me piace molto è quella degli origami modulari, i Kusudama, ovvero varie figure origami assemblate in modo da formare un unico elemento decorativo.



Anch'io mi sono cimentata nella tecnica a inizio anno (chi lo sa che sia veramente di buon auspicio).
E nell'augurarvi un buon 2009 dedico queste mie opere a chiunque passi di qui :)
22:06
Scritto da : divetoblue
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27/10/2008
Opere curiose e inconsuete
Un quadro grande come un muro
Messi da parte tele e pennelli, questo writer ha trasformato un muro di Dili (capitale di Timor Est, uno stato del sud est asiatico) in un quadro all’aria aperta, a colpi di bombolette spray. E chissà che in futuro non possa diventare famoso.
Che fegato!
Oltre al costo del biglietto, ai visitatori dell’esposizione dedicata al corpo umano di un museo di Lanzhou, in Cina, è richiesto uno stomaco di ferro. Altro che statue di cera: nelle sale sono stati esposti 10 corpi umani veri e 146 parti anatomiche più piccole, come pelle e organi.
Chiamatelo bigliardino
L’enorme tavolo da calcio balilla, intitolato "Athletic Club No.4 project", ha dimensioni impressionanti: 8.5 metri di lunghezza per 4.5 di larghezza, con giocatori di plastica alti 90 centimetri.
È il lavoro di un artista giapponese che ha esposto la sua opera ludica alla Triennale di Arte contemporanea di Yokohama
C’è una sedia da spostare
Come ci si può sentire piccoli quando le dimensioni sono capovolte e le gambe di un tavolo appaiono come grattacieli!!
Questa è una campagna pubblicitaria (nella foto) apparsa in un negozio di Shanghai (Cina).
A noi gli occhi
Vi sentite osservati? Probabilmente è la stessa sensazione che ha provato chi passeggiava qualche giorno fa in questa via di Tokyo, in Giappone.
Siamo, infatti, nel bel mezzo della performance artistica del gruppo “Medaman-Medaman”, che si esibisce nelle strade più affollate della metropoli per sorprendere i passanti, distraendoli per un attimo dalla routine quotidiana.
I luoghi pubblici sono fatti per guardare ed essere guardati, sembrano dire questi due occhioni. E le reazioni della gente non si sono fatte aspettare: alcuni bambini hanno iniziato a piangere mentre una folla di curiosi ha ostacolato il cammino dei due artisti. I più intraprendenti hanno immortalato la scena con una foto.
tratto da www.focus.it
15:02
Scritto da : divetoblue
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20/10/2008
Chi mi offre la cena?
stasera vorrei mangiare qui:




22:55
Scritto da : divetoblue
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15/09/2008
Dimmi dove mangi e ti dirò chi sei....
Stranezze asiatiche tratte da un reportage di Focus sui ristoranti più strani del mondo. E per la maggiore si trovano tutti in oriente!
Queste due signorine contrariamente a quello che si potrebbe pensare non sono in bagno ma al ristorante. L’arredamento non lascia dubbi il tema di questo locale taiwanese è la toilette. Qui non esistono piatti e scodelle, ma vasche e lavabi in miniatura, dove vengono serviti piatti tipici della cucina locale. E si può anche prendere soltanto un gelato da passeggio, ma al posto del cono o della vaschetta viene servito in contenitori di plastica a forma di WC.
Anche se sembra un po’ ridicolo, il cameriere della foto indossa un preservativo come un cappello per una buona causa. Il proprietario di questi ristorante di Bankok, in Tailandia, Mechai Viravaidya – detto anche “Mr Condom” – da anni è impegnato nella battaglia contro l’Aids e ha ideato il locale proprio per promuovere l’uso dei contraccettivi.
Al "Cabbages and Condoms" – letteralmente "preservativi e cavoli" – con il caffè invece del cioccolatino ogni cliente ha in omaggio un profilattico. La ragione di un nome così particolare è che Viravaidya vorrebbe che i profilattici fossero diffusi quanto i cavoli.
Questo ristorante è a conduzione “robotizzata”: i due automi hanno compiti precisi e, anche se non è così facile distinguerli, ce n'è uno con le sembianze più maschili che prende le ordinazioni e le trasmette in tempo reale alla cucina, mentre la robottina (a sinistra) è addetta a portare i piatti ai tavoli. Inoltre su richiesta è possibile avere anche una “signorina” che un po’ meccanicamente balla sui tavoli. Ma niente paura nella cucina del Robot Kitchen di Hong Kong, lo chef è in carne e ossa, solo l’aiuto cuoco è un robot. Ma ha compiti molto semplici: sbatte le uova per le omelette o trita la carne per gli hamburger.
“Presto, infermiera ho bisogno di 1.800 cc di Vodka! E passatemi quei gamberi saltati, subito!” Non è la parodia della fiction “ER medici in prima linea” e nemmeno quella di un pronto soccorso vero. Ma ciò che può capitare di sentire in un ristorante di Taipei (capitale di Taiwan), al DS Music restaurant.
Qui per avere un cocktail, bisogna dire “scusi, vorrei ordinare una medicina” ed ecco che arriva subito un’infermiera pronta a somministrarvi la bevanda per via “endovenosa”. Se si deve andare alla toilette invece bisogna chiedere della “sala emergenza”. All’ingresso una caposala registra i clienti con un finto “misuratore di pressione”. E tutto intorno sedie a rotelle, stampelle e apparecchi ai raggi X decorano – si fa per dire - l’ambiente.
Alcuni commensali cinesi cenano "comodamente" seduti su panche di ghiaccio, in un ristorante di Harbin, in Cina. Per costruire questo locale grande 260 metri quadri sono state usate 240 tonnellate di ghiaccio in pezzi. E per compensare il grande freddo nel locale vengono serviti pasti molto caldi, soprattutto zuppe e minestre, che i clienti divorano per scaldarsi. Potrebbe sembrare strano ma i 3-4 gradi sotto zero del ristorante, sono niente in confronto ai meno 20 gradi a cui spesso la temperatura scende da queste parti, tanto che ogni anno viene festeggiato il Festival del Ghiaccio e della Neve.
Sembra un laboratorio ma in realtà è un ristorante. Anche se qualcosa in comune con i laboratori ce l’ha. Aurum si trova a Singapore e i suoi cuochi si definiscono “scienziati”, perché con le loro ricette intendono creare nuovi gusti e sapori, usando tecniche molto particolari. Insieme a pentole e padelle gli chef utilizzano ingredienti, come l’azoto liquido e strumenti (provette e siringhe) solitamente utilizzati negli esperimenti scientifici. E tutto, pare, per esaltare il vero sapore dei cibi. Così nascono i litchi (frutti tipici cinesi) isotonici o il maialino scomposto. Per il menù a prezzo fisso, si spendono circa 96 dollari, 70 euro. Ma saranno i prezzi alti, i nomi dei piatti poco invitanti o l’arredamento un po' asettico (al posto delle sedie ci sono sedie a rotelle) sembra che non sia poi così frequentato.
A fronte di dieci milioni di cani macellati ogni anno, che finiscono nei piatti tipici di alcuni locali cinesi (la stima è stata fatta dall’Animals Asia Foundation di Hong Kong) per fortuna ci sono anche cani che dei ristoranti diventano clienti. Qui i padroni possono far “sedere” - o forse è meglio dire accucciare sul tavolo - i propri amici a quattro zampe per farli mangiare insieme a loro. È il caso del Coolbaby il primo ristorante per cani di Pechino, dove, a prezzi modici, i padroni possono scegliere il menù più indicato per il loro amico. Le ricette sono, infatti, tagliate apposta sulle esigenze delle differenti razze, età e misure.
Se si pensa che il ristorante, vero e proprio così come noi lo conosciamo, è nato come luogo di “ristoro” nel XVIII secolo, è difficile credere a quello che si può fare qui. In questo ristorante di Tokyo, in Giappone, gli avventori non si riposano mai. Allo Zauo infatti non c’è tempo per rilassarsi poiché il cibo bisogna guadagnarselo. Armati di canna da pesca i clienti devono pescare il pesce e solo dopo possono farselo cucinare dallo chef o arrostirselo su uno dei barbecue. Un problema che nei primi ristoranti non si sarebbe mai potuto presentare: allora non si mangiava pesce, ma solo minestre servite calde per rifocillare i viaggiatori che si fermano in questi locali prima di riprendere il cammino.
Interamente tratto da: http://www.focus.it
15:23
Scritto da : divetoblue
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08/09/2008
Teru Teru Bozu

Visto che carine queste bamboline?
Fanno parte di una vecchia usanza giapponese che ho scoperto grazie alla mia amica di blog Annette ;)
Il Teru teru bouzu, è una bambola tradizionale del folklore giapponese.
E' fatta di carta o stoffa di colore bianco ed è tradizionalmente diffusa in ambiente rurale, dove veniva appesa dai contadini fuori dalla finestra.
La bambola fungeva da amuleto per allontanare la pioggia e richiamare il bel tempo.
La parola giapponese Teru è un verbo che significa risplendere e bouzu è il monaco buddista.
Il Teru bouzu è protagonista di una famosa Warabe uta, un tipo di filastrocca infantile giapponese. Attualmente l'uso della bambola è diffuso tra i bambini giapponesi che la utilizzano per allontanare la pioggia, spesso prima di un picnic scolastico.
Significato dell'amuleto e costruzione
L'uso del Teru bouzu deriverebbe dalla sua capacità di impaurire Amefushi, lo spirito della pioggia. Amefushi è considerato nemico dei bambini perché impedisce di andare a giocare all’aperto.
Amefushi in realtà non è cattivo; ha solo bisogno di sentirsi accettato dagli altri bambini con i quali vorrebbe giocare, ma visto che porta la pioggia viene sempre allontanato. Per tale motivo, si vendica facendo dispetti a chi lo ha cacciato.
Il Teru bouzu viene costruito ricoprendo un oggetto sferico (che costituirà la testa) con della stoffa o della carta bianca, che viene fissata con un nodo fatto sotto la testa. Di seguito, si disegnano occhi, naso e bocca. Va posizionato fuori la finestra, appeso all'ombrello o in altre maniere...
il Teru bouzu spaventerà a morte l’Amefushi e il sole tornerà a splendere.
Fonte: http://annette-spyro.forumfree.net/
Io non potevo essere da meno e ho provato a costruire i miei teru bozu. Anche se non mi sono riusciti bene, però mi piace ritornare bambina ogni tanto!!!
Ecco il risultato:
16:04
Scritto da : divetoblue
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